KARNATAKA CENTRALE
HAMPI
Dopo 9 ore di viaggio attraverso questa regione senza poter fare una tappa intermedia per dormire arriviamo a Hospet ,esausti. La cittadina sembra Beirut in una brutta giornata. Piove tutto allagato. Arrivati all’alb
ergo, unica scelta, è costoso e in pessimo stato. Neanche pensare di uscire per mangiare .A parte la pioggia battente e le buche sulle strade che sembrano fatte con l’esplosivo, le strade non sono illuminate. Aspettiamo il domani.
Se è vero che le parole sono pietre, deve essere vero anche che le pietre sono parole. E’ questo che si prova quando si arriva a Hampi, 28 km quadrati di pietre che raccontano la storia. Sono le rovine della città di Vijayanagar XV secolo. Sono immerse in questo straordinario paesaggio caratterizzato da enormi blocchi di granito incastonati tra risaie e piantagioni di banane. Questo sito è patrimonio dell’UNESCO. Il posto è molto vasto ci s’immerge in un’atmosfera molto rilassata, merita di dedicarci più giorni per godere della vita fuori dal tempo di chi vive e abita in mezzo alle rovine. Nelle leggende del Ramayana, uno dei più gradi poemi epici della mitologia indù, questa regione era il kishkinda, il reame delle divinità scimmie. Nel 1336 i principi Telugu Arihara e Bukka fondarono la città di Vijaynagar, che raggiunse nei 2 secoli successivi il culmine della sua potenza. Nel XVI secolo la regione intorno a Vijaynagar copriva un
a superficie di 650kmq e contava una popolazione di 500.000 persone. Il bazar era molto animato, i mercanti di pietre preziose venivano anche da molto lontano. Era un centro di commercio internazionale. Tutto questo termina bruscamente nel 1565 quando la città fu saccheggiata da una confederazione di sultanati del Deccan. In seguito l’impero declinò molto rapidamente fino a scomparire del tutto. La costruzione più anticha della cittadina è il Virupasksha temple, il gopuran principale è alto quasi 50 m. fu costruito nel 1442, mentre nel 1510 ne fu aggiunto un secondo più piccolo. Le rovine sono suddivise in due aree principali: il centro sacro, attorno ad Hampi bazar e il centro regio, a sud di questo, nei pressi di Kamalapuran. Il santuario più venerato è dedicato a Virupaskha, una delle manifestazioni di Shiva. E’ stupefacente vedere che quando un raggio di luce del sole che passa da est attraverso un buco vicino al Sancta Sanctorum, l’ombra formatasi sul muro è la miniatura del gopuran del tempio. Se Lakshmi (l’e
lefantessa del tempio) e il suo conduttore sono nei paraggi, potete ricevere uno smooch ( benedizione) dall’animale. L’elefantessa appoggerà la sua proboscide sulla vostra testa. All’estremità orientale di Hampi bazar un sentiero praticabile solo a piedi vi porta al Vittala temple, capolavoro delle rovine di Hampi risale al XVI secolo. E’ in buono stato di conservazione, anche se alcuni interventi di restauro sulle colonne sono stati fatti con del cemento a vista per impedire il crollo. I lavori di costruzione iniziarono durante il regno di Krishnadevaraya non furono mai portati a termine e il tempio non fu mai consacrato, ma le decorazioni scultorie rappresentano l’apice dell’arte vijayanagar. I pilastri “musicali” esterni risuonano se sono colpiti con un oggetto. Nel cortile del tempio c’è un elaborato carro in pietra con un’effige di Garuda In passato il carro con le ruote in pietra funzionava. In mezzo a questi monumenti di valore storico inestimabile vive un intero villaggio che ha colonizzato il tempio. Una moltitudine colorata e vociante di donne e bambini, ha trovato casa tra le colonne
del tempio, ha steso il bucato ad asciugare, sta cucinando al limitare del colonnato. La moltitudine di bambini ti corre incontro incuriosi
ta da ogni cosa portata dai turisti, adorano farsi fotografare per poi rivedere miracolosamente la loro immagine in quella piccola scatola nera. E’ stato molto bello lasciasi travolgere da questi bambini, sederci sui gradini del colonnato e dividere con loro del cibo. Erano vestiti stranamente, nonostante la temperatura calda, con indumenti di lana pesante e degli stranissimi copricapo a cappuccio con mantellina. E’ molto bello lasciare il caos dell’hampi bazar per scendere verso il fiume al ghats. Dove trovi le ragazze che lavano i panni e stendono ad asciugare i loro sari coloratissimi sui gradini del ghats, accanto a loro un uomo lava le sue due candide mucche, sempre di seguito altre donne lavano le stoviglie, altre fanno abluzioni purificatrici , immergendosi nelle acque del fiume. Per noi questa connivenza di persone animali e varie attività nella stessa acqua ci risulta difficile da capire. Ma questa è l’ India dove tutto è possibile . L’India è India come amano spesso dire gli indiani. Su un masso in mezzo al fiume c’è un’incisione che raffigura Nandi il veic
olo di Shiva, E’ un luogo molto sereno dove si vivono scene di vita quotidiana, la gente si ferma volentieri a parlare, a raccontare della loro vita. Da qui si gode la bellissima vista del villaggio Virupapur gaddi, sulla sponda di fronte, una piccola barca fa la spola per portare le persone. Al villaggio si può soggiornare in pittoreschi bed end breakfast presso famiglie che affittano stanze. Dalla veranda della stanza che abbiamo affittato in una comoda amaca, guardiamo il fiume che scorre lento, osserviamo queste donne, bambini e animali che si muovono in una dimensione che ci sembra irreali, in un altro tempo. Il nostro mondo ci sembra così lontano, ci fermeremmo volentieri in quest’oblio di serenità. A sud del Virupaksha temple c’è l’Hemacuta h
ill, dove ci sono alcune rovine di un tempio giainista, ma la cosa più interessante è que
sta enorme scultura monolitica di 6.70 m. di altezza di Narasimha ( Vishnu nelle sua incarnazione uomo leone) è rappresentata seduta con dietro sette teste di cobra che la circondano. E’ stata eretta nel 1528 ed è stata scolpita in un solo blocco di pietra. Accanto alla statua di Nararsimha si può ammirare il più grande Shivalinmga, chi io abbia mai visto, 3 Mt. di altezza per un diametro di altrettanti. Si trova permanentemente in acqua alimentato da una sorgente sotterranea. Limgam in sanscrito significa letteralmente “marchio” o “segno”. Consiste in un oggetto dalla forma ovale, simbolo fallico considerato una forma di Shiva. L’utilizzo di questo simbolo come forma di adorazione è senza tempo in India. I devoti ci versano sopra l’acqua, che è raccolta e drenata da un piedistallo. Il Limgam simboleggia insieme l’aspetto creativo e distruttivo del Signore. I devoti gli attribuiscono una grande santità. Un'altra zona interessante molto diversa da Hampi bazar è il centro regio. Il sito è particolare per questi enormi massi tondeggianti su cui ci si deve arrampicare, sperando che non piova com’è successo a noi, altrimenti diventa difficile la discesa vista, la loro ripidità. Il complesso murario è composto dagli edifici dello Zenana Enclosure e Elephant stables. Il primo custodisce il Lotus mahal, un padiglione dal disegno delicato che costituisce una straordinaria sintesi tra lo stile islamico e quello hindu e che deve il proprio nome al loto scolpito al centro del soffitto a volta. Le Elephant Stables sono un sontuoso edificio con stanze dal tetto a cupola all’interno del quale in passato erano alloggiati gli elefanti reali. La pioggia ci ha accompagnato durante tutta la visita, speriamo di lasciarla qui e proseguiamo il nostro viaggio.
HAMPI
Dopo 9 ore di viaggio attraverso questa regione senza poter fare una tappa intermedia per dormire arriviamo a Hospet ,esausti. La cittadina sembra Beirut in una brutta giornata. Piove tutto allagato. Arrivati all’alb
Se è vero che le parole sono pietre, deve essere vero anche che le pietre sono parole. E’ questo che si prova quando si arriva a Hampi, 28 km quadrati di pietre che raccontano la storia. Sono le rovine della città di Vijayanagar XV secolo. Sono immerse in questo straordinario paesaggio caratterizzato da enormi blocchi di granito incastonati tra risaie e piantagioni di banane. Questo sito è patrimonio dell’UNESCO. Il posto è molto vasto ci s’immerge in un’atmosfera molto rilassata, merita di dedicarci più giorni per godere della vita fuori dal tempo di chi vive e abita in mezzo alle rovine. Nelle leggende del Ramayana, uno dei più gradi poemi epici della mitologia indù, questa regione era il kishkinda, il reame delle divinità scimmie. Nel 1336 i principi Telugu Arihara e Bukka fondarono la città di Vijaynagar, che raggiunse nei 2 secoli successivi il culmine della sua potenza. Nel XVI secolo la regione intorno a Vijaynagar copriva un
Nessun commento:
Posta un commento